Le cose che ho imparato nel 2016

Ben 20 giorni dopo lo scoccare della mezzanotte del 2017, mi sono riproposta di scrive cosa ho imparato dall’anno passato; quali sono stati i momenti più belli e quelli… da dimenticare!

Questo è primo post ad essere scritto e pubblicato in italiano. Ma, a lingua non si comanda!(non era cuor?)…

Iniziamo subito.

Ecco cosa ho imparato dai 365 giorni passati:

  •  Ho capito, una volta per tutte, che non devo per forza piacere ad ogni essere umano.

Ammetto di essere stata fortunata, oppure cieca, ma fino a qualche anno fa non potevo dire con certezza il nome di una sola persona che sapevo non gradisse la mia presenza. I tempi cambiano si sa, le persone con loro, me compresa. Ho preso tante decisioni e fatto tanti errori, come forse è giusto fare a 21 anni. Però, essendomi sempre ritenuta una ‘buona’ persona, non è stato facile accettare il distacco di persone che facevano parte della mia vita e che per diverse colpe e motivazioni ora non solo non ne fanno più parte, ma non vogliono esserne parte. È stato un bello schiaffo, una realtà che mi ha fatto male, ma ho capito che non a tutti piaccio, non a tutti devo piacere, ed è giusto così.

Sto accettando il fatto che sto maturando e sta venendo fuori la mia personalità, fatta delle mie esperienze di vita e per questo è inevitabile scontrarsi e non andare a genio a questo e questo altro.

  • Ho capito quanto il tempo sia solo un’opinione; una variabile strana che mi ha permesso di stringere forti amicizie con persone appena conosciute, ma che ha anche portato via amici che conoscevo da sempre.

Quanto è facile per degli estranei diventare amici e per gli amici diventare estranei? Che linea sottile che separa le due cose! Viaggiando, stando in posti diversi per alcuni mesi e poi muovendomi di nuovo, mi sono resa conto che le amicizie vengono messe alla prova. La cosa che ho imparato ad apprezzare è che con la distanza è molto più facile capire chi davvero tiene a te, nonostante i km, nonostante la loro e la tua vita.  Ho visto con che semplicità ragazzi e ragazze incontrate al pub, compagni di ostello e di viaggio sono diventati amici affezionati. Ed allo stesso modo ho visto quanti grandi amici mi hanno detto prima di partire: “Ci sentiamo! Voglio che mi racconti tutto!” per poi sparire. È assurdo pensare quanto mi senta strettamente legata con persone che conosco da poco più di alcuni mesi a confronto di alcune che conosco da una vita.


  • Ho capito quanto amore profondo provo verso la mia famiglia e che il tempo che passo con loro deve essere di qualità.

Da quando ho iniziato a viaggiare (gennaio 2015), ammetto di non aver dato troppe volte la priorità alla famiglia in quelle brevi occasioni di vacanze, festività e bank holiday varie. Ero ‘inglobata’ nelle uscite con gli amici per recuperare il tempo perso. Queste ultime vacanze ho sentito la forte, fortissima necessità di passare del tempo, molto del mio tempo con la famiglia. Dio quanto mi mancava, non me ne rendevo neppure conto! Il tempo passa ed io ho preso una decisione che mi ha portato a studiare in un altro paese, e ciò significa che non ci sarò quando il mio fratellino tornerà a casa dicendo che ha una cotta per una bambina (cosa già successa!), non ci sarò quando alla mia sorellina cadrà il primo dente da latte (per ora ne iniziava a ballare uno), forse non ci sarò quando il mio primo cuginetto nascerà. A fronte di questo, ho capito quanto tengo alla mia famiglia e per questo voglio poter colmare questa mia assenza non solo con la maggior parte del mio tempo, ma anche dedicando loro il MIGLIOR tempo possibile.

  • Ho capito quanto viaggiare mi abbia resa una persona ‘camaleontica’.

Nel 2016 sono stata ragazza alla pari 3 volte; una in Irlanda e due in Spagna, per poi trasferirmi definitivamente a Galway. Mi sono adattata a 4 modi di vivere completamente diversi, passando da pannolini con il bimbo più piccolo a saggi di danza con le bimbe, da convivenze non proprio fantastiche a quella dei sogni, da famiglie piene di vita e bambini ad una stanza silenziosa tutta mia. Mi sento davvero aperta nel confronto di cambiamenti e novità, trovo che quel pizzico di follia nel lasciare ciò che conosco per testare qualcosa al di fuori dal normale mi ecciti e mi spinga sempre più a provare non solo cose, ma anche emozioni nuove. Viaggiare mi ha fatto crescere così tanto…sono passata dall’essere la ragazzina viziata, a quel tipo di ragazza che ho sempre voluto essere: intraprendete e indipendente.

L’avventura è laggiù!

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